Padri e figlie

Russell Crowe, padre malato, lascia alla piccola figlia un libro sul loro rapporto.
 Padri e figlie
Titolo: Padri e figlie
Cast: Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul, Bruce Greenwood
Regia: Gabriele Muccino
Protagonisti: Padre, Figli, Scrittori
Materia: Amore, Rapporti Umani
Energia: Sofferenza Familiare
Spazio: Usa
Tempo: Anni 90, 2010

Jake Davis è prima un padre che uno scrittore, soprattutto dopo aver perso la moglie in un’incidente ed è rimasto solo con la figlia Katie.
Jake è rimasto anche scioccato dall’incidente, ha una psicosi maniaco depressiva e deve curarsi, lasciando la figlia dagli zii.
Sette mesi dopo Jake esce e va riprendersi Katie dai facoltosi zii che vogliono adottarla ritenendolo inadeguato, ma Jake ama sua figlia che è tutta la sua vita e vuole crescerla lui.
La malattia purtroppo ha minato il suo conto in banca, così la mantiene alla scuola privata insegnando gratis scrittura creativa riprende a scrivere.
Purtroppo il libro viene stroncato dalla critica e la malattia non è debellata con gli attacchi che continuano a manifestarsi.
Jake scrive un libro alla figlia, padri e figlie, una sorta di testamento e sarà un’opera grandiosa.
25 anni dopo Katie fa con passione l’assistente sociale, è una solitaria e non crede nell’amore, ha grossi problemi a stabilire rapporti personali traumatizzata dalle perdite.
Fino a che Katie non incontra l’amore, uno scrittore, solo lui può spezzare la sua paura nei rapporti.

Con un racconto a flashback Muccino narra la storia del padre, della malattia che progredisce, dei sacrifici per scrivere fino alla fine, per guadagnare, il tutto per mantenere la figlia vicino a se e lasciargli un libro sul loro rapporto.
Bravi gli attori in un film che ci provoca qualche groppo in gola ma alcuni espedienti narrativi lasciano un pò a desiderare.

Voto Finale: Accettabile

Frase del Film: Non tutte le persone che ti amano ti lasceranno

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