12 anni schiavo

Nella strada per gli Oscar passiamo dalla schiavitù e dalla storia di Solomon Northup narrataci da Steve McQueen
12-Years-A-Slave
Titolo: 12 anni schiavo
Cast: Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Paul Giamatti, Brad Pitt
Regia: Steve McQueen
Protagonisti: Schiavi
Materia: Razzismo
Energia: Sopravvivenza
Spazio: Louisiana
Tempo: 1800

Solomon Northup, violinista e uomo libero sposato con famiglia, vive una vita serena fino a che viene rapito con l’inganno e venduto a dei mercanti di schiavi.
Deportato in Louisiana e venduto ai proprietari bianchi per lavorare nelle piantagioni di cotone, Solomon protesta il suo status di uomo libero ben lontano dalla realtà dalla schiavitù ma le botte e le violenze ne piegano la volontà e gli avvenimenti intorno a se gli fanno capire che un negro che alza la testa avrà vita breve.
Con il tempo ogni barlume di solidarietà tra compagni di schiavitù scompare per attaccarsi a quel poco di misera vita che i vari padroni gli lasciano trattandoli e tenendoli al giogo come animali, come proprietà.
Come il titolo suggerisce 12 anni dopo, solo grazie ad un bianco, riesce a tornare al suo stato di uomo libero e tornare dalla sua famiglia.

Nel film ci vengono proposti gli aspetti del cambiamento di personalità da uomo libero a schiavo e i vari attori della schiavitù dell’epoca, dai padroni ai mercanti agli schiavi stessi.
Solomon con il tempo diventa uno schiavo dentro con solo qualche barlume del vecchio Solomon, come se gli avessero lavato il cervello quotidianamente e continuamente vessato, sfiorando la morte in più occasioni.
Il film è bello e ben recitato anche se a tratti puo risultare un pò crudo.

Voto Finale: Bello

Frase del Film: Tu sei un negro eccezionale, ma questo non ti porterà niente di buono

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3 risposte a 12 anni schiavo

  1. wwayne ha detto:

    Se ti va di goderti un altro bel film con Brad Pitt, ti straconsiglio “In mezzo scorre il fiume.” E’ uno dei film più belli che abbia mai visto – e non lo vedo da almeno 3 anni, quindi non é un parere espresso a caldo.

  2. Pingback: Hunger | Il cinefilo insonne

  3. Pingback: Shame | Il cinefilo insonne

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